Normativa commentata
APE: quando serve, quanto dura e come deve essere fatto
L'attestato di prestazione energetica è spesso trattato come una formalità da sbrigare al prezzo più basso. È un errore: un APE sbagliato può creare problemi al momento del rogito o del contratto di affitto.
Arch. Mario Grimaudo, 24 settembre 2026
Quando serve
L'APE è obbligatorio per gli edifici nuovi e dopo una ristrutturazione importante, e ogni volta che un immobile viene venduto, ceduto gratuitamente o dato in affitto con un nuovo contratto (art. 6 del D.Lgs. 192/2005). Negli annunci di vendita e di affitto vanno indicati l'indice di prestazione energetica e la classe.
Quanto dura
Dieci anni, ma a una condizione: che gli impianti termici vengano sottoposti ai controlli di efficienza energetica previsti. Se i controlli non vengono fatti, l'attestato decade il 31 dicembre dell'anno successivo alla scadenza mancata. Va inoltre rifatto ogni volta che un intervento modifica la classe energetica, per esempio un cappotto o la sostituzione della caldaia.
Chi può redigerlo
Un tecnico abilitato secondo il D.P.R. 75/2013, che non deve trovarsi in conflitto di interessi con l'immobile da certificare. Le linee guida nazionali (D.M. 26 giugno 2015) richiedono almeno un sopralluogo: un APE fatto a distanza, solo sulla base di foto e planimetrie, non rispetta la norma.
Una volta firmato, l'attestato va trasmesso al catasto energetico della Regione.
Gli errori che vediamo più spesso
- Attestati redatti senza sopralluogo, con dati di impianti e serramenti inventati o copiati da vecchi documenti.
- APE scaduti perché nessuno ha controllato il libretto dell'impianto.
- Raccomandazioni generiche, copiate uguali per ogni immobile, che non aiutano il proprietario a capire cosa conviene fare.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un tecnico sulla tua situazione: se hai un dubbio che riguarda il tuo edificio o il tuo cantiere, scrivici.